Come eravamo

Scopri come eravamo!

Le nostre foto in evidenza

Le immagini che seguono sono una forte testimonianza del tempo che corre e che è passato per la nostra comunità. Furono gentilmente concesse,  circa 20 anni fa, in occasione di una mostra che si tenne a Pietramala, da parte di tutte le persone che vollero condividere una testimonianza.
Per non perderle, prima di essere restituite ai lori proprietari, furono a loro volta scansionate.

Abbiamo deciso di metterle qui sotto per diverse aree tematiche: attività, persone, curiosità, edifici e paesaggi.

Villeggianti a riposo distesi su collina

Alcuni villeggianti riposano distesi sui prati delle nostre montagne

Vista di Monte Beni

Immagine di Monte Beni

Al lavoro per la forestale

Gruppo di persone che lavorano per la forestale

Pietramala e la Villa Baldi Nobili delle Rose

Una monumentale villa ormai decadente si trova a Pietramala appena fuori dal paese, lungo la strada che conduce alla Raticosa. Circondata da un grande parco è stata per molti anni il centro della vita sociale e culturale del paese. Fu luogo di lavoro e di riposo di Telemaco Signorini; il pittore amico personale dei proprietari qui soggiornò spesso, negli ultimi vent’anni dell’ottocento, dipingendo alcune delle sue opere più belle ispirandosi alle vedute e ai personaggi di questi luoghi. E’ appartenuta ad una delle famiglie più in vista di tutto il circondario di Firenzuola: la famiglia Baldi dalle Rose. Avevano antenati comuni con i Baldi della Scarperia, che a Firenzuola possedevano l’antica locanda della Scala, che era posta dove ora sorge il seminario. Abitarono inizialmente a Firenzuola, dove avevano attività di commercianti e banchieri, ma, nel 1752, portarono il loro domicilio a Pietramala in seguito all’apertura della strada della Futa. I nostri si chiamarono semplicemente Baldi fino al 1877, quando con un decreto di re Vittorio Emanuele II, considerato che il loro stemma portava tre rose, furono chiamati Baldi dalle ( o delle ) Rose.

Questa è una breve introduzione all’articolo presentato sul sito web “Il Filo- il portale della Cultura del Mugello”.

Di seguito il link per accedere all’articolo completo.